La spiritualità eucaristica

della religiosa del Cenacolo Domenicano

negli scritti di Ermelinda Rigon

 

 

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Spiritualità eucaristica della religiosa del Cenacolo Domenicano

 

La religiosa del Cenacolo Domenicano…

…attinge dalla S.S. Eucarestia tutte le grazie che le occorrono per vivere intensamente la sua vita religiosa e l’alimento per portare alle anime la parola della Verità e della carità di Cristo.

 

Occorre dunque accostarsi fortemente, con fede ed amore, alla fonte della luce: Cristo - allora la “contemplatio” si alimenta alla S.S. Eucarestia.

Come Cristo, nel S. Cenacolo, donava se stesso, ai nuovi apostoli, nell’Ostia Santa, e li mandava nel mondo a predicare il suo Vangelo, così dalla S.S. Eucaristia dona ancora se stesso alla religiosa insegnante.

 

 

Un’anima adoratrice. Tutti gli esercizi della vita monastica domenicana, il coro, la meditazione, la pratica dei consigli evangelici tutto la conduce all’unione con G. Cristo nell’atto di adorazione.

Essa non adori Iddio solamente dinanzi al Tabernacolo, ma abitualmente, nel lavoro e nel riposo, per via, in viaggio, dove la chiami il dovere, qualunque sia e dovunque sia. Essa leva l’animo a Cristo presente nel S.S. Sacramento, e conversa con Lui, dicendogli la sua fede, la sua ammirazione, la sua fiducia, il suo ringraziamento la sua indegnità, il suo amore. Il suo ideale spirituale è vivere adorando, morire adorando.

 

 

Coltivare abitualmente questo intimo colloquio con Gesù Sacra­mentato, ammirare la Sua sovranità su tutto il mondo visibile ed invisibile: esaltare la sua santità infinita; contemplare la Sua ubbidienza e la sua follia d’amore per l’immenso mondo del­le anime fino a nutrirci, Pio Pellicano, di Lui ad irrorarci del suo Sangue per risanarci, ecco ciò che si chiama lo spirito abituale di Adorazione.

 

 

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