La formazione è mistero, il mistero dell'azione di Dio che crea e plasma in noi l'immagine del Figlio (cfr. Rm 8, 29) e della nostra libera risposta al suo progetto. E' anche ministero che media il mistero, servizio fraterno offerto fin dall'inizio alla giovane che scopre su di sé un disegno divino che non riguarda solo lei, ma è da condividere con quelle che hanno ricevuto la stessa chiamata.

Scopo della formazione è l'assimilazione progressiva dei sentimenti di Cristo nella sua kénosi di donazione al Padre (cfr. Fil 2, 5). È un processo che ci trasforma in vere discepole di Gesù Cristo, assidue nell'ascolto della Parola, appassionate della Verità, donne di misericordia e di compassione, attente alle grida e ai gemiti dell'umanità (cfr. Atti del Capitolo Gen. dell'Ordine dei Predicatori - Bologna 1998).

La formazione, pertanto, tocca passato, presente e futuro della singola persona, ma anche dell'Istituzione; è iniziale e permanente; è metodo pedagogico che prepara alla consacrazione a Dio ed è processo di crescita mai concluso.

 

Noviziato

La Fondatrice

 

Il Cenacolo

 

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FORMAZIONE INIZIALE

 

Nella nostra vita, la formazione assume modalità specifiche quando riguarda le postulanti, le novizie, le juniores, le professe totalmente impegnate nell'attività apostolica o le sorelle anziane che non possono più esercitare un apostolato attivo.

 

Fondamento di ogni consacrazione, sequela e missione è la scoperta di Gesù Cristo, il contatto diretto con Lui, l'esperienza viva della sua grazia, della sua personalità, dell'amicizia e dei valori da Lui proposti alla scelta libera del chiamato: "Se vuoi..".

 

POSTULATO

La prima tappa della formazione, il postulato, corrisponde al: "Venite e vedete" (Gv 1, 39) con cui Gesù invita coloro che vogliono conoscerlo di più a restare con Lui. E' un movimento di origine soprannaturale perché è il Padre che "attira" e porta al Figlio, per cui è molto importante, in questo periodo, puntare lo sguardo su Gesù e modellarsi su Maria, la perfetta discepola.

 

NOVIZIATO

La seconda tappa, il noviziato, corrisponde al giovanneo: "...si fermarono presso di Lui..." (Gv 1, 39). E' un periodo dedicato all'ascolto del Divino Maestro, all'apprendimento delle verità divine, alla meditazione degli insegnamenti ricevuti, alla preparazione gioiosa ad una consacrazione totale.

L'azione soprannaturale predominante è quella del Verbo che, attraverso la Parola, forma la persona alla sequela, alla vita di fede e la conduce verso la contemplazione del mistero di Gesù, in vista di un'intimità sempre più profonda con Lui. Modello di riferimento è Maria, la perfetta credente.

 

Al termine del noviziato la novizia emette la Prima professione che oltre a significare la consacrazione al Signore, attraverso l'assunzione dei consigli evangelici, indica anche l'incorporazione all'istituto.

 

JUNIORATO

La terza tappa, lo juniorato, è il periodo che intercorre tra la prima professione e la professione perpetua. Corrisponde nel Vangelo a quel periodo di apprendimento e di esperienza apostolica, che gli apostoli vissero accanto al Divino Maestro e che si concluse con la Passione-Morte-Risurrezione di Gesù e con la Pentecoste.

Caratteristica è proprio l'esperienza dello Spirito, che conduce la religiosa verso il mistero pasquale, attraverso l'attuazione dei voti, e la prepara alla sintesi tra vita contemplativa e apostolato, tra consacrazione e missione. Maria è modello insigne di unione con Cristo nella contemplazione e nell'azione apostolica (Decreto pag. 6 delle Costituzioni - v. PF, pp. 23, 37, 59).

 

Concluso il tempo dello Juniorato la professa emette la Professione perpetua che significa la totale donazione al Signore per tutta la vita ed anche l'appartenenza piena e definitiva all'Istituto.

 

 

LA FORMAZIONE PERMANENTE DELLE PROFESSE PERPETUE

 

"Per tutta la vita, i religiosi proseguano assiduamente la loro formazione spirituale, dottrinale e pratica; i superiori ne procurino loro i mezzi e il tempo" (CJC 661).

 

Sovente quando si parla di formazione ci si riferisce solo al periodo della formazione iniziale. In realtà la formazione, l'essere cioè discepole per sempre e riconoscersi tali, voler sempre imparare e rinnovare noi stesse, deve essere un elemento caratteristico di tutta la nostra vita domenicana. In ogni periodo della nostra vita, infatti, abbiamo bisogno di formazione perché ci sono realtà che muoiono in noi quando cessiamo di impararle; la preghiera ne è un esempio

 

Siamo sollecitate a questo rinnovamento e a questa continua crescita dalla Parola di Dio, dalla Chiesa, dalle nostre Costituzioni e dalle attese delle persone alle quali siamo inviate ad annunciare il Vangelo.

La Parola di Dio che dimora familiare in noi, gli studi che coltiviamo, gli uomini e le donne che incontriamo, le mentalità che ci interpellano, i luoghi e gli eventi in cui siamo immerse ci spingono a rimanere in formazione per tutta la vita.

La Congregazione e la Comunità hanno un ruolo importante nel proporre e organizzare la formazione permanente, ma la prima responsabilità della propria formazione è della religiosa stessa, in libera collaborazione con la grazia della vocazione divina. La preghiera personale e comunitaria, la vita comune, la pratica dei consigli evangelici, lo studio, la vita apostolica ci aiutano a mantenerci sulla strada alla quale Dio ci ha chiamate e non cessa di chiamarci.

 

Valeria Rosso OP