La religiosa del Cenacolo Domenicano

negli scritti di Ermelinda Rigon

 

 

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La religiosa del Cenacolo Domenicana negli scritti della Fondatrice

La religiosa del Cenacolo Domenicano riassume la vita religiosa nei tre fondamentali cardini: conoscere, imitare, glorificare Cristo, Divino Maestro. Conoscerlo, mediante lo studio della verità cattolica, la meditazione assidua, l’intensa vita eucaristica.

Imitarlo, attraverso il costante e generoso distacco reale dalle creature, dalle cose, da se stessa.

Glorificarlo con la preghiera di lode e di adorazione e con l’apostolato.

Conoscere Cristo, Divino Maestro di verità, la verità stessa.

 

Questo deve essere per la religiosa del C. D. (ecco) l’oggetto più caro dei suoi studi, delle sue riflessioni; studiare Cristo, splendore della gloria del Padre, figura della sostanza di Lui: Cristo Redentore - Mediatore - Cristo, unica via per giungere al Padre, unica sorgente della vita eterna. La verità del Divino Maestro cerchi e studi ogni religiosa con santa avidità, mai stanca di nutrire la sua mente dei pensieri celesti, la sua fede di convinzioni profonde. Studi con semplicità, senza cavilli o vane ricerche dell’amor proprio. Studi con venerazione e rispetto profondo proporzionato all’elevatezza delle divine cose. Studi con umiltà, e senso grande della propria indegnità e riconoscenza per quel Dio che si è rivelato alla povera, limitata insufficienza nostra.

 

Nella sua meditazione tutto riporti a Cristo e Lui ascolti con tutta attenzione, Maestro interiore.

Nella vita Eucaristica cerchi e trovi Cristo, nella Sua S. Umanità Maestro indefettibile, silenzioso, amoroso, luce allo spirito che crede ed ama[,] Maestro di carità, di ubbidienza, di umiltà, di nascondimento e di dimenticanza, e dono di sé.

Imitare Cristo: Egli è il religioso per eccellenza, l’esemplare del religioso perfetto, più ancora, la sorgente della perfezione e la consumazione di ogni Santità. (Ebrei XII. 2)

 

La religiosa del Cenacolo Domenicano guardi a Gesù come a suo modello perfetto: lo imiti nella Sua ubbidienza perfetta, nella Sua povertà, nella Sua castità, nel Suo apostolato, e cioè nel distacco dalle cose, dalle creature, da se stessa, con la pratica diligente e volonterosa dei voti religiosi; veda Cristo nei Suoi Superiori legittimi, nelle Consorelle, nella Regola, nelle Costituzioni approvate dalla Chiesa. non trascuri sforzo per vivere abitualmente e totalmente la vita della grazia: nei pensieri, negli affetti, nelle azioni; questa è la perfezione, che ci fa piacere al Padre, perché ci fa simili al Suo Figlio diletto, “Vivete degnamente per Dio piacendo a Lui in ogni cosa” (Col. I - 10) e che ci unisce a Cristo stesso per la fede e per l’amore. Ma imiti soprattutto la sua carità, nei rapporti con le Consorelle, col prossimo, coi bisognosi.

 

Glorificare Cristo, con la preghiera di lode e di adorazione e con l’apostolato.

Glorificare Cristo è come glorificare il Padre, perché il Figlio e il Padre sono una cosa sola. Si ricordi la religiosa del Cenacolo Domenicano che unico e sommo scopo per cui Dio ci ha tratto dal nulla è la sua gloria. Sia avida di glorificare Dio qualunque sia il disegno di Dio su di lei: godere o soffrire - vivere o morire -l’azione o l’inerzia - purché sia secondo la Sua adorabile Volontà.

Si glorifica il Signore producendo molti frutti: i frutti della fede e dell’amore. Perciò amerà vivamente la preghiera di lode e di ringraziamento, che ripara la bestemmia, il peccato, e restaura l’impero di Cristo sul mondo visibile ed invisibile - come Gesù lodò continuamente il Padre, e Gli rese grazie, in ogni istante, unendoci [in] preghiera all’intenzione divina che Egli “in unione illius quam ipse in terram laudem Deo persolvisti has tibi horas persolvo

 

Il S. Sacrificio, la recita dell’Ufficio, l’adorazione del SS. Sacramento, siano i momenti più cari della sua giornata, quelli in cui essa veramente con atto devoto di culto, in unione con la sua comunità, assolve la sua missione personale e sociale di glorificare Dio.

 

Ma essa impari a lodare Iddio anche mentre lavora, cammina, agisce, parla o tace, nella veglia e nel sonno dinanzi all’Altare come nel luogo nel suo Apostolato, acquistando l’abituale spirito di adorazione, che la stacca da sé e la unisce a Cristo nel S. Sacramento dell’Altare. La religiosa ami il programma: vivere adorando, morire adorando…..

 

 

La religiosa del Cenacolo Domenicano abbraccia lo spirito di contemplazione e di azione dei Frati Predicatori.

La pratica della vita monastica (esercizio dei voti, coro, meditazione, studio[)], devono condurla ad essere una vera anima adoratrice, che sa conversare con Dio non solo quando si prostra dinanzi all’Altare, ma sempre, nel luogo del lavoro, come nel luogo del suo riposo, e a Dio si unisce in preghiera di lode, di confidenza, di riparazione, di amore, abitualmente tenendo il cuore rivolto al Mistero Eucaristico dove Dio risiede realmente.

Essa coltiva nel suo intimo la brama ardente di conoscere e di far conoscere il Suo Dio, ha la passione degli studi religiosi e un grande gusto dell’apostolato della parola.

La passione della Verità.

La passione apostolica della salute delle anime e della gloria di Dio.

 

La religiosa del Cenacolo Domenicano è:

- un’anima adoratrice

- un’anima assetata delle Divine Verità

- un’anima appassionata di zelo per portare Cristo al suo prossimo

 

 

 

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