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San Domenico e l'Ordine Domenicano negli scritti di Ermelinda Rigon |
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San Domenico e l’Ordine Domenicano negli scritti di Ermelinda Rigon
Contemplata! S. Domenico concepì un ideale di santità personale che realizzò nei Suoi figli, si da far dire da Dio a S. Caterina da Siena: L’Ordine del mio figlio Domenico è delizioso giardino… La fisionomia spirituale del monaco Domenico che vive di rinunzia, di penitenza, di preghiera, di studio [di] unione con Dio ha un’esigenza nuova, imperiosa, “che alta vena preme”. Comunicare ad altri, l’esuberanza della vita interiore. Cosicché da questa armoniosa e divina comunione di pensieri e di sentimenti, nello sviluppo della grazia, sgorghi un’attività esteriore che prolunga all’esterno la fecondità di Cristo, a rischiarare le menti ad infiammare i cuori. S. Domenico fu, a detta del Beato Giordano, “dei precetti di Dio custode, dei consigli emulo, e in tutto quanto seppe e poté, intento a servire l’eterno Suo Creatore”. Servire, con tutta la sua mente, con tutto il suo cuore, con tutte le sue forze, per vita immacolata e purezza di cuore, per purezza di pensiero e purezza di azione. S. Domenico concepì dunque una vita di santità interiore che anima una vita esteriore di servizio di Dio: una vita di unione con Dio sfociante in una vita di unione col prossimo. La prima è indispensabile alla seconda: contemplare, pregare, studiare, imparare per comunicare i frutti alle anime lontane, agganciate miseramente all’errore ed al vizio. Si esclude così qualunque egoistico accontentamento di sé: poiché il Domenicano è pronto ad abbandonare la gioia intima dei colloqui con Dio per darsi nella predicazione. …
La nostra spiritualità sarà ad esempio della Sua, credere com’Egli fu pugile fidei – adorare nella vita di rinunzia e di preghiera, com’Egli fu esempio di santità – predicare – com’Egli sparse nel mondo il Verbo di Cristo. Egli da Sacerdote, noi da modeste insegnanti, nel campo immenso e tanto necessario dell’educazione e dell’istruzione religiosa e dell’istruzione profana secondo [i] principi del Vangelo, e in tutte le forme richieste dai tempi e permesse dalla Chiesa. Predicare con l’esempio, con la parola, con l’insegnamento, a grandi e piccoli, a colti e a umili: premurose di spargere il buon seme “a tempo e fuori tempo” abbracciando con vivo spirito materno i bisogni di tutti coloro che attendono inconsapevolmente la nostra caritatevole e fervorosa azione per accostarsi al Sacerdote, all’Altare, verso la conquista della Salvezza eterna.
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