La spiritualità domenicana delle religiose del

del Cenacolo Domenicano

negli scritti di Ermelinda Rigon

 

 

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La spiritualità domenicana delle Religiose de Cenacolo Domenicano

 

È spirito dell’Ordine Domenicano conservare il primato nelle scienze: lo dimostrano i Santi Domenicani che, fedeli alle tradizioni ed allo spirito del S. Padre Domenico furono “di cherubica luce uno splendore”.

Questa esigenza di eccellere nelle scienze non è una vanità collettiva, ma un modo di onorare la Religione, di dar gloria a Dio con l’illustrazione e la diffusione della Sua Verità e di giovare alle anime, combattendo l’errore e l’ignoranza.

 

Anche in ciascuna Religiosa del Cenacolo Domenicano deve esserci questa esigenza: studiare bene, insegnare bene, lavorare bene, scrivere bene, anzi sempre meglio, non dicendo mai basta al perfezionamento del nostro intelletto, come al perfezionamento del nostro spirito. E ciò che sarebbe lodevole anche nel mondo, perché il miglioramento delle nostre attività è un dovere per tutti, assurge a dovere di culto religioso per noi religiose. Dio è verità. Dio è perfezione. Quando la religiosa per amor di Dio e per spirito di ubbidienza, si studia con sollecitudine e generosità di compiere sempre meglio i suoi uffici, piace a Dio ed attira sopra di sé le sue compiacenze, perché Dio vede in essa quella stessa sollecitudine con cui il Suo Figliuolo Unigenito Gesù Cristo compiva gli atti singoli della Sua missione redentrice per ubbidire e glorificare il Padre.

 

L’azione di una Religiosa non vale per quanto appare nel mondo, ma per quanto appare davanti a Dio.

Cercare quindi il migliore, non per soddisfare noi stessi o per avere lode dal mondo, ma perché il migliore ci avvicina a Dio e lo glorifica, nelle opere delle Sue Creature.

Così ogni giorno migliorate. Le vostre azioni siano sempre più belle, sempre più perfette, di giorno in giorno, in un ascendere continuo, senza soste. La vostra cultura sia sempre in aumento, le vostre opere sempre migliori.

Nello spirito dell’Ordine non deve esistere ristagno, fossilizzazione, quietismo. Verso Dio si sale sempre, finché non si arriva a Lui.

 

Ma la religiosa insegnante è domenicana, cioè prende come scopo lo spirito del S. P. Domenico, che volle essere Maestro di Verità, con la Religiosa Famiglia dei Padri Predicatori, ed in questo spirito l’insegnare, come dice S. Tomaso, è atto di vita contemplativa ed attiva insieme, che si traduce nel programma: Contemplata aliis tradere.

 

Anche come Domenicane, le Religiose del Cenacolo Domenicano partecipano all’apostolato della Verità, abbracciato con santa sapienza e frutto dall’Ordine a cui questa Congregazione è stata affiliata; e ne seguono accuratamente il metodo: “contemplata aliis tradere” che fu dettato e seguito del Dottore Angelico.

Infatti “La Somma Teologica” di S. Tomaso è un capolavoro perché il rigore del metodo è fecondato da una vena di intima religiosità.

L’opera è frutto di lunghe e intense meditazioni ... S. Tomaso dichiarò che, sui punti più difficili, interrompeva il lavoro per prepararsi col digiuno e con la preghiera.

 

Consorelle carissime, ringraziate Dio della bella vocazione domenicana e lavoriamo intensamente per tradurla il più possibile simile a quella dei Frati Predicatori. Essi la realizzano come Sacerdoti, noi, modestamente, come religiose. Ma il concetto fondamentale del contemplata aliis tradere deve essere anche per noi nostro ideale, nostro metodo, nostra realtà.

 

 

…L’anima domenicana come S. Domenico vede soffrendo la massa degli uomini che si sottraggono al dolce dominio di Dio e, contemplando l’Atto Supremo con cui Cristo dona di sé tutto il donabile e soffre tutto il soffribile, per la salvezza di quelli, sente l’esigenza di donarsi al bene del prossimo per amore di Lui.

Ecco come il frutto della nostra contemplazione si riversa, per grazia di Dio, sul prossimo, e anche noi domenicane diveniamo strumenti, sia pur vili ed inetti, di salvezza, abbracciando l’ideale di S. Domenico: contemplata aliis tradere.

 

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