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VIVERE ADORANDO... MORIRE ADORANDO
1. Alzandomi, coricandomi, destandomi durante la notte, mi prostrerò in ispirito e, potendolo, anche col corpo, ad adorare Cristo nel Tabernacolo della Cappella o della Chiesa più vicina. Insegnando, educando, adorerò sotto i veli eucaristici, il Primo Maestro e la Prima Verità. Lavorando, camminando, contemplerò Cristo, com'Egli durante la Sua vita mortale contemplava il Padre Celeste mentre predicava, pellegrino, lungo le strade della Palestina. (Ermelinda Rigon, Giovedì Santo, 1945)
2. Ricevendo la S. Comunione lascerò che il mio cuore adori, ringrazi, chieda, con effusione di amore, in questo dolce incontro preparatomi da Gesù stesso con tanta tenerezza. (Ermelinda Rigon, Giovedì Santo, 1945)
3. Dinanzi al SS. Sacramento esposto solennemente al pubblico, mi prostrerò in adorazione di tanto Mistero, felice di essere un nulla dinanzi alla Sua Sovranità, e di consumarmi ai Suoi piedi come una schiava d'amore. (Ermelinda Rigon, Giovedì Santo, 1945)
4. Umiliato, stanco, spossato, privo di conforti, adorerò l'umiliazione e l'ubbidienza che Gesù mi insegna dal S. Tabernacolo. (Ermelinda Rigon, Giovedì Santo, 1945)
5. La preghiera di adorazione è la più disinteressata: perché è solamente lode di Dio; ci stacca da noi stessi, ci abbandona all'azione amorosa di Dio: accende il fuoco della carità soprannaturale, ripara e conquista. È la più accetta a Dio. (Ermelinda Rigon, Giovedì Santo, 1945)
6. Preghiamo che la SS. Eucarestia divenga sempre più il centro irradiatore della nostra vita cristiana e del nostro apostolato, e che ognuno di noi sia talmente acceso di fede nella presenza reale di Cristo nel SS. Sacramento, da essere pronto a testimoniarlo anche con la vita. Adorare: cioè rendere il supremo onore a Lui che è l'unico datore della vita. Riparare: per chi viola i suoi diritti. Amare: per chi non sa ricambiare l'amore con l'amore. Ringraziare: perché Egli anticipa alle povere anime nostre un lembo di paradiso. Infrangere: il nostro io, perché al suo posto non viva che Cristo. Chiedere: l'estensione del suo Regno nel nostro spirito, nell'anima delle nostre alunne, delle loro famiglie e del mondo intero. Imparare: da Gesù Maestro le dolci lezioni dell'umiltà, della verità, della carità. (Ermelinda Rigon, Giovedì Santo, 1945)
7. L'Eucaristia è una continua scuola di religione. La fede nella presenza reale di Gesù Cristo contiene la fede nella SS. Trinità, nella Redenzione, nel valore del sacrificio e dell'apostolato, nella missione divina di Cristo stesso e della Chiesa, nella visione beatifica di Dio, nostra eterna felicità. (Ermelinda Rigon, Giovedì Santo, 1945)
8. Nutriamo l’anima della parola di Dio, proposta dalla Liturgia nella S. Messa di ogni giorno, facendone oggetto di profonda meditazione. La preparazione ben fatta assicura una Comunione ben fatta. E la Comunione ben fatta fa aderire l'anima al Verbo, secondo quanto ha detto Cristo "Chi mangia della mia carne e beve del mio sangue resta in me ed io in lui".(S. Giov. VI) (Ermelinda Rigon, La Santa Comunione,1938)
9. L'unione che l'amore umano non riesce ad effettuare in forza propria, l'Amore divino effettua in tutta la sua pienezza, specie nelle anime consacrate a Lui. (Ermelinda Rigon, La Santa Messa,1938)
10. Nella S. Comunione Gesù Cristo sostanzialmente presente nell'anima col suo Corpo, Sangue, Anima, Divinità, abbraccia l'anima stessa in una unione perfetta, di se stesso la nutre come una madre, la trasforma, la rende divina nel pensare, nell'amare, nel volere, nell'agire, tanto più quanto l'anima aderisce e a Lui si dona per la fede e per la carità. (Ermelinda Rigon, La Santa Comunione,1938)
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