La vita comune

negli scritti di Ermelinda Rigon

 

 

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Vita comune

I primi cristiani, intravedendo la realtà della dottrina del Corpo Mistico, facevano vita comune, mettendo in comune i propri beni.

La vita comune è vita vissuta corporativamente, collettivamente: unione di tutte le membra ad uno stesso fine; per cui saremo sempre più unite a Gesù Cristo, quanto più saremo unite e compatte nella carità.

La religiosa viva la vita comune in profondità, come comunione di anime in Dio.

 

 

La vita Comune tende a stabilire l’unità degli spiriti, che si risolve in unità di ciascuno spirito. L’unità è un magnifico attributo della vita di Dio, perciò la vita religiosa deve riprodurre questa bella unità di Dio.

 

 

La vita comune porge un notevole contributo all’acquisto della perfezione religiosa, poiché la vita comune esprime la vita di famiglia, che è espressione concreta, esterna e vissuta della Dottrina del Corpo mistico.

 

 

Occorre che ciascuna religiosa viva la vita comune in profondità come comunione di anime in Dio. Così è implicito l’obbligo personale di tenersi in unione con Dio per accumulare tesori che poi, dividerà con le altre, nella vita comune: ricordando che “A chi ha, sarà dato ancora, ma a chi ha poco, verrà tolto anche quello che ha.”

 

 

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